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Orientarsi nei mercati che cambiano

I mercati d’alta gamma sono profondamente cambiati: le esigenze dei clienti, i player di riferimento, il concetto stesso di lusso. E l’evoluzione è tuttora in corso


La pandemia sta continuando la sua opera di demolizione del sistema turistico industrializzato.

Tutti i modelli, i riferimenti sono cambiati, sovvertiti alle radici. Le nuove esigenze dei clienti sono mutate, i player del mercato sono in continua trasformazione.


L’industria turistica tradizionale con le sue programmazione, gli standard, le logiche d’impresa sta progressivamente disgregandosi relegata a un ruolo sempre più marginale sotto la spinta delle nuove tendenze di un turismo liquido, destrutturato.


Molti stanno tenendo duro in attesa che il business riparta come un tempo.


Certamente ripartirà e alla grande, ma nulla sarà come prima.

Le nuove modalità le abbiamo già viste in questi due anni quando la pandemia ha allentato la morsa e il turismo ha velocemente ripreso a correre.

Scenario che avevamo previsto e ampiamente trattato per tempo . (Vedi post precedenti).


Si tratta di un fenomeno che viene da lontano, l’effetto, la punta dell’iceberg di una trasformazione culturale ben più profonda riconducibile al processo di transizione della domanda dalle logiche di prodotto, che hanno contraddistinto l’industria turistica sin dal dopoguerra, a quelle attuali, basate su fattori emozionali, sulla ricerca di esperienze.


Sopratutto nell’alta gamma i viaggiatori hanno acquisito una nuova sensibilità e vogliono essere protagonisti, svincolati da modelli preordinati, brand, stelle e procedure standardizzate, per vivere esperienze autentiche che nei valori culturali del territorio, nella sostenibilità, nella personalizzazione e nell’estetica hanno i loro fondamenti.

E’ un turismo di contenuto, evoluto e sofisticato che richiede risposte mirate che l’industria tradizionale non è in grado di soddisfare.

Da tempo questa tendenza aveva iniziato a svilupparsi trasversalmente fuori dall’alveo dell'industria turistica che, saldamente vincolata ai propri dogmi, probabilmente non ne aveva compreso appieno le implicazioni e le potenzialità nonostante avesse performance di crescita doppie rispetto a quello del turismo tradizionale.

Oggi che la pandemia ne ha bruscamente accelerato la crescita, rappresenta il nuovo scenario di riferimento con cui gli operatori si devono rapportare.


Non si tratta di un fenomeno passeggero, legato a criticità contingenti, ma di un cambiamento strutturale del mercato destinato a radicarsi che necessità un atteggiamento diverso e mezzi idonei che l’industria tradizionale non è in grado di fornire.


Difronte a questo cambiamento epocale, difronte al crollo di gran parte dei capisaldi tradizionali del mercato turistico d’alta gamma, gli elementi certi a cui rapportarsi per poter organizzare e promuovere con successo la propria offerta è far riferimento alle motivazioni che sono alla base delle scelte di viaggio dei clienti: gli ambiti esperienziali verso cui la domanda si sta orientando.


Il vantaggio competitivo lo raggiungerà infatti chi saprà organizzare la propria offerta e i propri servizi declinandoli in esperienze autentiche, esclusive, raffinate, da personalizzare in base alle esigenze del cliente.

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